Il 2026 è l’anno della verità per chi affitta. Con la cedolare secca sugli affitti brevi che ha subito strette fiscali importanti, molti proprietari milanesi si sentono messi all'angolo. Tuttavia, esiste una strategia "fiscale" che molti ignorano: l'accordo territoriale per il Canone Concordato (3+2).
Cosa non tutti sanno: A Milano, molti proprietari temono che il canone "calmierato" sia troppo basso rispetto ai prezzi di mercato di zone come NoLo o Città Studi. Ma c'è un trucco tecnico: con l'aggiornamento dei parametri OMI e delle zone omogenee, la differenza tra canone libero e concordato si è assottigliata drasticamente.
Se consideriamo che con il concordato paghi solo il 10% di tasse (anziché il 21% o l'Irpef ordinaria) e ottieni uno sconto del 25% sull'IMU, il guadagno netto a fine anno è spesso identico, se non superiore, all'affitto libero. Senza contare che a Milano la domanda di affitto a lungo termine da parte di giovani professionisti e coppie è ai massimi storici, garantendo zero "mesi bui" di sfitto.